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Watching 'Survivors' in quarantine 2020, that vigorous TV series and the 'terror' of the 70s

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by Maurizio Cavaliere The seventies are a smoky memory for one who was born 'only' in 1972. A few clear stories, many frames, mostly dark atmospheres, the news that opens with the Red Brigades and Lotta continua. All this I remember, of course, just as I relive the days when not even the color TV lifted the gray patina from the vile attacks of the mafia and via Fani. Greg, Jenny and Abby in the first series They will be forever the years of lead or those of  cold War. Heavy metal and frost in the minds and bodies are  perfect metaphors of those times, essential components of human relationships  and political skirmishes of the time. Ideals spotted with  blood or neurasthenic utopias, this went on, time will tell later. However, the gloom of this memory is still missing something,  in my opinion. There is an element missing for a sensitive child, the one that makes a  difference: fear. I don't know if you have ever seen the intro music  of the Li...

Rivedere i Sopravvissuti in tempi di quarantena, quella serie tv profetica e il 'terrore' degli anni 70

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di Maurizio Cavaliere Gli anni Settanta sono un ricordo fumé per uno che è nato ‘solo’ nel 1972. Poche storie limpide, tanti fotogrammi, per lo più atmosfere fosche, i tg che aprono con le Brigate Rosse e Lotta continua.Tutto questo lo ricordo, certo, così come rivivo i giorni in cui neanche la tv a colori levava la patina grigia dai vili attentati di mafia e via Fani. Greg,Jenny e Abby nella prima serie Non per niente saranno per sempre gli anni di piombo o quelli della guerra fredda. Metallo pesante e gelo nelle menti e nei corpi sono metafore perfette di quei tempi, componenti essenziali dei rapporti umani e delle schermaglie politiche di allora. Ideali macchiati di sangue o utopie nevrasteniche, questo passava il convento. Il tempo lo dirà più avanti. Tuttavia, alla cupezza di questo ricordo manca ancora qualcosa, secondo me. Manca un elemento che per un bambino sensibile fa la differenza: la paura. Non so se avete mai visto la sigla della serie Ligabue (1977) con Flavio Bucci. Mus...

Manuela Greco, artista molisana in Irlanda. Storia di un successo stile... Cenerentola

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di M aurizio Cavaliere Dublino  è una città particolare: chiassosa, intensa, magica al di là di folletti e trifogli che ne incarnano il mito. Si direbbe lo scenario ideale di belle storie da raccontare, anche quando le vie del centro, con pub e ristoranti chiusi per il Covid 19, sono deserte. Storie underground come quella di  Manuela Greco, pittrice campobassana , che, nella città dei Chiftains, ha dormito sui divani per 15 euro a notte, pulito camerini alle 6 del mattino, inchiodato pannelli con la forza di un uomo. E poi… e poi l’incontro artistico che le ha cambiato la vita.

Il Decreto spinge: Prof Unimol e azienda Oratino pronti a produrre nuove mascherine

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di Maurizio Cavaliere Le mascherine, queste fantomatiche compagne di quarantena. In tv e quando facciamo la spesa, siamo abituati a vedere la gente con naso e bocca protetti al punto che chi gira a viso scoperto ci dà pure comprensibilmente fastidio.

Molise e turismo, non tutto è perduto In epoca Covid siamo il top per il cicloturismo

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di Maurizio Cavaliere IL 2020 doveva essere l’anno del boom turistico del Molise. Volontà, investimenti forti della Regione e tanto entusiasmo dovuto alla transumanza dei Colantuono che ha conquistato uno dopo l’altro New York Times, Unesco e National Geographic. Poi è arrivato il virus e tutto si è fermato.

La Transumanza molisana sul National Geographic con le foto straordinarie del molisano Giuseppe Nucci

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di Maurizio Cavaliere Foto Giuseppe Nucci per National Geographic Sono giorni difficili per tutti, anche per chi ha difeso le tradizioni fino a condurle nel patrimonio dell’umanità. Anche la transumanza dei Colantuono, che tramite il riconoscimento Unesco e il reportage sul New York Times ha reso lo sconosciuto Molise noto in tutto il mondo, segna il passo. Come era nelle previsioni, n iente edizione 2020, quella del ‘boom’.  Peccato. Tuttavia, proprio oggi è arrivata una bellissima notizia, concentrato di un’avvincente narrazione di Alexis Marie Adams e  meravigliose immagini del fotografo molisano Giuseppe Nucci ( che pubblichiamo qui col suo consenso ).

Imperversa lo smart working, le regole dei docenti Unimol: occhio a inquadrature e tempi radiofonici

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di Maurizio Cavaliere L’inquadratura giusta, i tempi radiofonici (senza pause o frasi a metà) e riunioni non più lunghe di 45 minuti. Sono fra le  11 regole  che i professori dei corsi di  Comunicazione dell’Università del Molise  offrono a tutti quelli che, da un giorno all’altro, hanno dovuto affrontare il risvolto lavorativo più comune nell’era del super virus: lo  smart working.