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Rivedere i Sopravvissuti in tempi di quarantena, quella serie tv profetica e il 'terrore' degli anni 70

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di Maurizio Cavaliere Gli anni Settanta sono un ricordo fumé per uno che è nato ‘solo’ nel 1972. Poche storie limpide, tanti fotogrammi, per lo più atmosfere fosche, i tg che aprono con le Brigate Rosse e Lotta continua.Tutto questo lo ricordo, certo, così come rivivo i giorni in cui neanche la tv a colori levava la patina grigia dai vili attentati di mafia e via Fani. Greg,Jenny e Abby nella prima serie Non per niente saranno per sempre gli anni di piombo o quelli della guerra fredda. Metallo pesante e gelo nelle menti e nei corpi sono metafore perfette di quei tempi, componenti essenziali dei rapporti umani e delle schermaglie politiche di allora. Ideali macchiati di sangue o utopie nevrasteniche, questo passava il convento. Il tempo lo dirà più avanti. Tuttavia, alla cupezza di questo ricordo manca ancora qualcosa, secondo me. Manca un elemento che per un bambino sensibile fa la differenza: la paura. Non so se avete mai visto la sigla della serie Ligabue (1977) con Flavio Bucci. Mus...